Alghero. Il ruggito dei motori, il fischio dei turbo e il profumo di polvere bruciata tornano a mescolarsi con la salsedine dei Bastioni. Alghero si riprende il trono del Rally Italia Sardegna 2026, trasformando la Riviera del Corallo nel “catino” bollente del FIA World Rally Championship. Non è solo un ritorno a casa, quello dell’evento organizzato dall’Automobile Club d’Italia; è un appuntamento con la storia, posizionato strategicamente come penultimo round stagionale e, soprattutto, come ultimo atto europeo della serie iridata.
Il fattore meteo e l’insidia autunnale
Dimenticate la calura soffocante di giugno che solitamente caratterizza la tappa sarda. La collocazione dall’1 al 4 ottobre — la quarta volta nella storia ventennale della gara dopo le edizioni del 2004, 2012 e 2020 — rimescola completamente le carte in tavola. Se in estate la sfida è contro il calore e il degrado degli pneumatici su terra dura, l’autunno algherese potrebbe regalare un contesto tecnico imprevedibile. La variabilità meteo trasformerà le prove speciali in un rebus: il fango potrebbe sostituire la polvere, rendendo il grip un miraggio e trasformando ogni curva in un potenziale “match point” per il titolo mondiale.
L’addio alle Rally1: fine di un’epoca
C’è un motivo ulteriore per cui questa decima volta di Alghero come quartier generale resterà scolpita nella memoria degli appassionati: sarà l’ultima passerella europea per le vetture Rally1. Con l’introduzione dei nuovi regolamenti tecnici previsti per il 2027, le attuali “regine” ibride, mostri di potenza e aerodinamica, scateneranno i loro cavalli tra i graniti sardi per l’ultima volta prima di finire nei musei. Sarà il canto del cigno di una tecnologia estrema, un saluto che rende ogni prova speciale un pezzo da collezione.
Un lungomare che diventa service park
Il cuore pulsante della logistica sarà ancora una volta il Lungomare Barcellona, dove il Service Park si integrerà con il tessuto urbano a due passi dal mare. È questa la formula vincente di Alghero: unire l’aspetto tecnico di alto livello alla scenografia mozzafiato dei bastioni e del centro storico catalano. Dopo la rotazione con Olbia, il Nord-Ovest della Sardegna risponde presente con un percorso che, pur mantenendo i tratti iconici dell’Isola dei Quattro Mori, sarà adattato per esaltare le doti dei piloti in una fase così avanzata e decisiva della classifica.
Oltre la gara: la Sardegna al centro del mondo
La manifestazione, sostenuta con forza dalla Regione Sardegna, va oltre il semplice cronometro. In un ottobre che punta all’allungamento della stagione turistica, il Rally diventa il veicolo perfetto per mostrare una Sardegna inedita, suggestiva e “viva” anche fuori dai mesi di punta. La tensione per il titolo mondiale, che proprio qui potrebbe trovare il suo verdetto definitivo, farà il resto, attirando migliaia di fan pronti a vivere l’ultimo ballo europeo delle Rally1.