A Roma nel cuore di un teatro non tradizionale, dove le pareti si dissolvono e pubblico e attori condividono lo stesso spazio, si svolge una performance unica nel suo genere. La nostra redattrice Paola Ciamarra, ha partecipato a questo inusuale appuntamento teatrale, ed ecco cosa ci racconta.

Protagonisti di un tango a Roma
Sul palco troviamo i due protagonisti che in realtà risultano essere due perfetti sconosciuti tra loro. Infatti Giulia e Paolo, che per un giorno e una notte si troveranno a convivere sul palco [di un teatro], dovranno improvvisare scene di vita reale ispirate a un canovaccio, scritto anche grazie a SMS improvvisi che arrivano sui loro cellulari.
Un’esperienza teatrale che va oltre la semplice recitazione, diventando un vero e proprio viaggio di rinascita personale.
Una sfida tra improvvisazione e psiche
Paolo, interpretato da un attore che incarna un elettricista simpatico ma grezzo, porta in scena i suoi problemi irrisolti: l’incapacità di vivere pienamente la propria sessualità con la moglie, il dolore per la fine della relazione con Alexandra, la tanghera argentina, e il sogno mai realizzato di trasferirsi a Buenos Aires. La sua crisi esistenziale si manifesta così attraverso scene intense e improvvisate, guidate dall’innovativa tecnica teatrale proposta da Julius, un “maestro” di teatro che utilizza l’improvvisazione in coppia come strumento terapeutico.
A Roma un metodo rivoluzionario: improvvisare con uno sconosciuto
La particolarità di questa esperienza risiede nel fatto che l’attrice che interpreta le donne della vita di Paolo è stata selezionata tramite un questionario compilato dai partecipanti. Alla fine del processo proprio lei si rivela essere una professionista ingaggiata da Julius, appositamente per interpretare ruoli chiave nella psiche dell’attore.
Ecco quindi che attraverso questa drammatizzazione dei traumi personali, Paolo riesce con facilità a superare i propri blocchi psicologici: torna a ballare il tango, riscopre l’amore e infine riaccende anche la tanto inseguita passione sessuale.

foto @paolaciamarra
Lo spazio scenico come luogo di trasformazione
Il teatro adottato in questa performance non è di certo quello a cui siamo abituati, quello tradizionale: le sue pareti infatti sono aperte, senza contare poi che il pubblico partecipa attivamente alla scena finale. Dopo aver assistito alla rappresentazione, pubblico e attori si mescolano in un coinvolgente ballo collettivo, dove ritroviamo essere il tango, tra i protagonisti.
Non stupisce quindi che il climax è rappresentato dal “Tango per ricominciare”, simbolo di rinascita e di nuovo inizio nella vita di Paolo.

Attore protagonista che balla un tango con una tanghera del pubblico foto @paolaciamarra
Il messaggio finale: il teatro come strumento di rinascita
Questa innovativa esperienza artistica non fa che dimostrare ancora una volta, come il teatro possa essere inteso molto più di semplice intrattenimento. Infatti può diventare uno strumento potente per affrontare i propri demoni interiori e ritrovare la gioia di vivere. La magia del “finto” diventa reale quando permette alle persone di superare i propri limiti e riscoprire emozioni sopite.
In conclusione potremmo dire che “Tango per Ricominciare” ci invita a riflettere sul ruolo terapeutico del teatro innovativo e sulla forza trasformativa dell’arte quando viene usata come mezzo di crescita personale. Un finale aperto che lascia spazio al pubblico: tutti insieme, pronti a ballare verso nuovi inizi.
PAOLA CIAMARRA

