L’arte che nasce nelle piccole stanze: così Olbia scopre una nuova identità culturale
C’è un dettaglio che racconta più di tante parole il momento culturale che Olbia sta vivendo: in via San Simplicio, a due passi dalla basilica romanica, la Little Street Gallery — la galleria d’arte più piccola d’Italia — continua a espandere il suo mondo creativo, pur restando minuscola nelle dimensioni ma enorme nell’energia. Una vetrina non più soltanto fisica ma simbolica, che celebra l’artigianato contemporaneo, le idee, i gesti lenti, il valore del fatto a mano e quella spontaneità creativa che troppo spesso viene ignorata nei grandi circuiti dell’arte. A guidare questo movimento è Daniela Cittadini, curatrice e anima pulsante di un progetto che, insieme ad alcune delle artiste più attive del panorama locale, sta contribuendo a ridefinire l’identità culturale della città. Accanto a lei, tre fondamenta solide: Alessandra Cossu, Donatella Cería e Letizia Mulas, artigiane e artiste che hanno trasformato un laboratorio in una piccola “officina del possibile”.

Donatella Ceria , Danila Modenese lavora la resina , Alessandra Cossu e Letizia Mulas
Un fermento che cresce: il “Lab Aperto” come finestra sulla creatività olbiese
In occasione delle festività natalizie, la Little Street Gallery e il laboratorio Little Street Lab aprono le porte con orario continuato per un evento speciale: un viaggio immersivo nelle nuove collezioni, tra ceramiche, gioielli, oggetti d’arte e pezzi unici che intrecciano tradizione e ricerca contemporanea. La proposta è chiara: non semplici regali, ma tracce di storie, impronte artistiche, piccole opere che portano con sé un gesto umano.È un invito rivolto ai cittadini, ai visitatori, ai curiosi: entrare, osservare, dialogare direttamente con chi crea. Capire cosa c’è dietro una smaltatura, una forma di argilla, una linea di metallo battuto. Perché ogni pezzo esposto non rappresenta solo un’acquisizione, ma un incontro.
Alessandra Cossu ci racconta illustra uno dei tanti corsi artistico-creativi ce vengono proposti in questa fucina di creatività: ” Di recente abbiamo tenuto primo è un corso lo scorso 6 dicembre di modellazione, più concentrato sulla realizzazione della classica “testa”, in cui si studia l’anatomia e la tecnica di base della figura modellata. Tecniche accademiche, di vera scuola d’arte (ormai merce rara anche nelle scuole specifiche!) Un processo davvero appassionante Un percorso dedicato alla costruzione della “testa classica”, un esercizio fondamentale nella scultura. Qui si lavora passo dopo passo: studio delle proporzioni, osservazione dei volumi del volto, gestione delle masse d’argilla e affinamento dei dettagli anatomici. Gli allievi imparano a leggere la forma, non solo a copiarla: comprendono come il piano della fronte, lo zigomo, il profilo nasale e la struttura del collo collaborano per creare un volto armonico. Il secondo corso del 13 dicembre invece, è più orientato alla ceramica applicata: si parte dai fondamenti per realizzare oggetti semplici come ciotole, tazze, piattini, piccole sculture. Si affrontano le tecniche principali: pinch, slab, colombino, rifiniture, engobbi, prime sperimentazioni con gli smalti e le cotture. È un laboratorio ideale per chi vuole sporcare le mani e costruire pezzi unici, imparando come la terra si comporta, prima e dopo il forno”.
Una città che cambia: Olbia e la nuova coscienza culturale
Quello che colpisce è il contesto. Olbia, per anni percepita come città di passaggio, commerciale e frenetica, oggi sta rivelando un sottobosco culturale vibrante. Artisti, gallerie, festival, micro-spazi indipendenti: la città si muove, cresce, sperimenta. Little Street è, in questo senso, un simbolo perfetto. Dimostra che non serve un grande contenitore per fare cultura: basta una visione, una comunità, un gruppo di donne che hanno deciso di non aspettare permessi dall’esterno e di costruire dal basso un ecosistema artistico nuovo. Un esempio prezioso anche sul piano sociale: sostenere l’artigianato locale significa sostenere lavoro, talento, formazione, identità e autonomia creativa, specialmente in occasione di eventi come il Natale. Significa restituire valore alle mani, ai materiali, alla lentezza come forma di resistenza.
Regali, arte e territorio: ecco un Natale che parla di autenticità
Durante il Lab Aperto sarà possibile acquistare anche gift card e piccole creazioni originali. Un’alternativa alle produzioni seriali, un ritorno al significato più umano del dono: scegliere qualcosa che ha una storia, un volto, un’origine. E mentre il Natale si avvicina, la Little Street Gallery — con i suoi pochi metri quadrati — continua a rivelarsi uno degli spazi più grandi della città. Un luogo che accoglie, ispira, unisce. Incontriamo Daniela Cittadini è la dinamica e istrionica curatrice delle mostre che vengono di volta in volta allestite all’interno della Little Street Gallery a cui viene spontaneo chiederle perchè le piaccia essere coinvolta nelle loro iniziative culturali? Quale’è secondo lei il valore aggiunto della Little Street Gallery?
“Mi piace perché è un coworking dotato di visione . Io sono una visionaria e amo la discussione dell’arte . Amo anche l’umano e mi piace mettermi in discussione con gli artisti anche se ammetto di non essere un soggetto malleabile. Il loro valore aggiunto è la mancanza di ipocrisie non ce le raccontiamo insomma. Guardano con coraggio in quel “orrido “buco nero profondo che è la creazione, con coraggio.”.
‘Un segnale potente questo che sta a confermare una volta di più quanto oggi la città abbia voglia di raccontarsi attraverso la cultura, l’arte e l’ingegno delle sue protagoniste. Perché, a volte, sono proprio le realtà più piccole a generare i cambiamenti più grandi.





