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Roma, Alice De André si mette a nudo (ma senza chitarra)

Appuntamento il 15 maggio all'Off/Off Theatre con la tappa romana che è molto più di un semplice spettacolo teatrale

da Redazione
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ROMA. Portarsi addosso un cognome che ha fatto la storia della musica italiana può essere un’armatura scintillante o uno zaino pieno di pietre. Alice De André ha scelto una terza via: lo indossa con quello che lei definisce un “elegante disequilibrio”. Il prossimo 15 maggio, le luci dell’Off/Off Theatre di via Giulia si accenderanno su di lei e sul suo monologo “Alice (non canta) De André”, una tappa romana che promette di essere molto più di un semplice spettacolo teatrale.

Dimenticate l’attesa del “già sentito”. Il titolo è una dichiarazione d’intenti, quasi un avvertimento: Alice non sale sul palco per rincorrere fantasmi o per intonare ballate famose. Lo fa per parlare. In un’epoca in cui tutti urlano per farsi notare, lei sceglie di abbassare la voce, obbligando il pubblico a sporgersi in avanti per ascoltare.

Un omaggio rovesciato: tra Sardegna e ricordi rubati

Lo spettacolo, scritto a quattro mani con Alessio Tagliento, è un “omaggio rovesciato”. Non è un rito celebrativo su Fabrizio, ma un invito a conoscere Alice: l’attrice, la donna, l’anima che ha masticato polvere di palcoscenico tra lo Zelig e la fiction Rai. Sul palco la scena è essenziale, quasi nuda. C’è lei e c’è il violoncello di Giulia Monti, che non fa da semplice sottofondo ma diventa una voce narrante, un partner con cui dialogare tra un ricordo e l’altro.

Il racconto è un viaggio che profuma di macchia mediterranea e di quella Sardegna che è, da sempre, l’ombelico del mondo della famiglia De André. Ci sono i ricordi di un nonno mai conosciuto, le domande che restano appese al soffitto e quei momenti buffi, a tratti “disfunzionali”, che rendono la sua ironia disarmante. Alice non cerca il confronto, non imita nessuno. Cerca, semmai, la propria identità in mezzo a mille aspettative altrui.

La verità è fuori dai social

C’è qualcosa di profondamente autentico in questo debutto romano. In un momento in cui la gastronomia riscopre la terra e la vita si rifugia nel “bio”, anche il teatro sente il bisogno di togliere i filtri di Instagram. Andare a vedere Alice all’Off/Off Theatre è un po’ come quegli inviti a cena in cui ti chiedono di lasciare il telefono fuori dalla porta: un’occasione per riscoprire ritmi umani, sapori veri e storie che non hanno bisogno di un hashtag per emozionare.

Alice si presenta con le sue fragilità e le sue forze, con la consapevolezza di chi sta ancora imparando ma ha già molto da dire. Se cercate la nostalgia polverosa, avete sbagliato indirizzo. Se cercate un’artista a 360 gradi che sa ridere di sé stessa mentre vi stringe il cuore, segnatevi la data sul calendario. Abbiamo incontrato Alice De Andrè tra un impegno e l’altro, prima della data di Roma.

Alice, il titolo del tuo spettacolo è quasi un avvertimento: ‘(non canta)’. In un mondo che si aspetta sempre che tu ripercorra binari già tracciati, quanto è stato difficile (o liberatorio) ‘uccidere il fantasma’ della chitarra per dare voce esclusivamente alle tue parole e al tuo mestiere di attrice?

“Più che “uccidere” la chitarra, ho smesso di sentirmi obbligata a prenderla in mano.Per anni sembrava che il mio cognome avesse già deciso tutto per me. Quel “(non canta)” invece è diventato un modo per dire: questa è la mia voce.Io non rinnego quell’eredità meravigliosa, provo solo ad abitarla senza sentirmi in obbligo ad imitare o essere all’altezza delle aspettative”.

Nel tuo monologo parli di un ‘elegante disequilibrio’ e di ritmi più umani. In un’epoca dominata dall’iper-connessione social, pensi che il teatro oggi debba essere l’ultimo avamposto dove si può finalmente ‘lasciare il telefono fuori dalla porta’ per riscoprire, come fai tu sul palco, un sapore di verità più nudo e bio?

“Sì, credo che il teatro oggi sia uno degli ultimi posti dove possiamo davvero rallentare. Viviamo sempre connessi, sempre performanti, sempre di corsa. A teatro invece resti lì, presente, senza filtri e senza scrollare via i momenti scomodi. Forse abbiamo bisogno semplicemente di prenderci del tempo, di ascoltare. Il teatro è uno dei luoghi in cui questo è ancora possibile”.

L’APPUNTAMENTO

Cosa: “Alice (non canta) De André”

Dove: Off/Off Theatre, Roma

Quando: 15 Maggio 2026

Con: Alice De André e Giulia Monti (violoncello)

Produzione: Talia Media Produzioni

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