A Roma il laboratorio è aperto a tuttə, studentə, docentə, e visitatorə esternə ed è inserito all’interno di Queerness e Arte Trasformativa, progetto di ricerca e produzione del corso di Grafica d’Arte, a cura del Prof. Gianfranco D’Alonzo con la neodiplomata Elisa Dell’Accio, che propone per tutto il mese di aprile laboratori, documentari, performance, incontri, mostre: un atto collettivo di riflessione e trasformazione, un laboratorio diffuso in cui arte e politica si fondono a partire dai corpi e dalle loro traiettorie queer.

Roma: un nuovo progetto, un laboratorio esplorativo
Il progetto infatti indaga la queerness come forza trasformativa che attraversa le pratiche artistiche, ridefinisce identità, moltiplica sguardi, abita gli spazi, intrecciando arte, postumanesimo e studi di genere. Queerness e Arte Trasformativa non è solo un evento accademico: è un manifesto esperienziale, un gesto di apertura alla pluralità dei corpi, delle storie, delle possibilità, un invito a ripensare l’arte come pratica situata e incarnata, come spazio dove trasformarsi e trasformare.
Il laboratorio Sì sono una puttana nasce dall’omonimo testo di Clementine Morrigan: è scrittura del corpo, non rappresentazione figurativa ma processo di autosoggettivazione e autodeterminazione di esso in una traslazione terminologica che meglio definisce il corpo come ‘soggetto’ e lo allontana dall’essere naturalmente ‘oggetto’.
Ma se è l’ordine simbolico, incentrato su una cultura androcentrica, a codificare puntigliosamente chi sia una puttana, come possiamo tutti noi riappropriarci di noi stesse e autodeterminarci?
Questa sarà la domanda che verrà posta durante il workshop e alla quale ognuno potrà rispondere con una propria strategia di autodeterminazione. Infatti, su una nuova identificazione e identità del soggetto, che mantiene al centro il corpo come manifestazione del suo essere differenziato e non omologato, si instaura un nuovo ed inedito equilibrio, ancora fragile ma in divenire continuo. Nel superamento della dicotomia tra soggetto e alterità e nella rifondazione di un paradigma culturale, appare uno spazio naturale di relazione che affonda le sue radici nel ‘desiderio’, un universo simbolico che anela all’infinito e che esprime il reciproco riconoscimento.
Per partecipare
Non è necessaria prenotazione ma si raccomanda di presentarsi alle ore 12,30 presso l’Aula 1 della sede di Via di Ripetta, possibilmente vestiti di nero (di qualsiasi stile, informale, sportivo, elegante, ecc., basta sentirsi a proprio agio).
Barbara Lalle, terapista per la riabilitazione neurologica post‐traumatica e docente impegnata quotidianamente nell’integrazione delle disabilità gravi, mossa da una “emergenza di dire”, come artista, attraverso le varie forme delle arti visive (pittura, fotografia, video, ecc.) e della performance, esplora le modalità in cui disagio, deprivazione, dolore possano essere compresi, narrati, superati. Sperimenta da anni le diverse modalità di arte partecipata, coinvolgendo altri artisti e le comunità locali dove opera. Finalista Premio Adrenalina 2012; finalista Premio Cascella 2015; Premio Città di Soriano 2015; menzione speciale Bridge Art 2018. Performance: 2015. L’arte dell’errore giudiziario, Il labirinto di Icaro involato, MAXXI; Esodi, MACRO. 2016 Rilevazione-Rivelazione;
COMUNICATO STAMPA