Telti. Raccontare la trasformazione architettonica del cuore della cittadina di Telti significa inevitabilmente parlare anche di Stefania Placco. Ingegnere edile-architetto formatasi con uno sguardo aperto al mondo e oggi protagonista di un’architettura radicata nel territorio, Placco sta contribuendo in prima linea a un cambio di paradigma nel modo in cui i piccoli centri reinterpretano la propria identità urbana. Il recente progetto di riqualificazione della piazza principale, elaborato insieme all’architetto Pancrazio Azzena e all’architetta Fabiana Frisanco, diventa così una sorta di manifesto della sua filosofia: lo spazio pubblico non è un semplice contenitore, ma un attivatore di relazioni.
La sua formazione multidisciplinare, il dialogo costante tra ricerca, progettazione e funzione sociale, emergono in ogni scelta progettuale: linee fluide che si armonizzano con l’ambiente gallurese, percorsi pensati per l’accessibilità totale, arredi che invitano a fermarsi, a guardarsi negli occhi, a fare comunità. Per Placco, l’architettura non si esaurisce nelle forme. È racconto, inclusione, possibilità. Ed è proprio questa visione a rendere il suo lavoro prezioso: l’abilità di trasformare gli spazi in esperienze condivise, restituendo al centro urbano il ruolo di cuore pulsante della vita quotidiana telese. Il nuovo volto della piazza è anche un invito: rallentare, abitare la socialità, ritrovare un senso di appartenenza. Perché l’architettura più riuscita è quella che diventa parte della vita, senza mai sovrastarla. In un territorio che custodisce tradizione e paesaggio come patrimoni essenziali, la progettualità di Stefania Placco rappresenta una nuova rotta: innovare senza snaturare, immaginare senza dimenticare.
Al nostro incontro ci si è subito consapevoli che le curiosità sul suo lavoro progettuale e non solo, sarebbero davvero molteplici visto i trascorsi professionali che l’hanno messa a confronto con diverse situazioni ,sempre stimolanti, creative e di grande impegno. Stefania Placco nata a Cagliari ma ormai teltese d’adozione ( vi risiede da 24 anni), ha molto da dire con le sue linee pulite, essenziali ma mai scontate che evidenziano una profonda ricercatezza di stile ed eleganza.
Qual è stata la visione progettuale alla base della riqualificazione urbana di Telti e in che modo il nuovo assetto degli spazi risponde alle esigenze di socialità e inclusione tipiche dei piccoli centri?
“La visione progettuale alla base della riqualificazione urbana di Telti, concretizzata nella nuova Piazza Rinascita, è stata profondamente radicata nel concetto di rigenerazione civica attraverso lo spazio pubblico. L’obiettivo primario non era semplicemente estetico, ma funzionale e sociale: trasformare un’area urbana parzialmente degradata e non fruibile nel “cuore pulsante” e polivalente della comunità. L’intera filosofia progettuale si è basata su tre pilastri interconnessi:
1. Polivalenza Funzionale: creare uno spazio estremamente flessibile, capace di evolvere dalle esigenze quotidiane a quelle straordinarie.
2. Inclusione Sociale: progettare un luogo accessibile a tutti, che faciliti l’incontro intergenerazionale e riduca i processi di esclusione.
3. Valorizzazione l’aspetto identitario, culturale e ambientale: integrare l’intervento con le peculiarità storiche, culturali e ambientali della Gallura, creando un modello di sviluppo urbano più sostenibile.
Il nuovo assetto risponde in modo strategico alle esigenze di socialità e inclusione tipiche dei piccoli centri, che necessitano di spazi altamente concentrati e multifunzionali per mantenere la vitalità comunitaria”.

Frisanco, Azzena,Placco
Lavorare in team con l’architetto Azzena ha portato a un risultato interdisciplinare: quali contributi specifici ha portato il suo approccio ingegneristico al dialogo creativo e di design della piazza?
“Ci tengo a sottolineare che il dialogo è stato costantemente rispettoso, equo ed equilibrato. Il progetto è nato da un confronto franco e paritario tra due generazioni con background personali e culturali differenti.
In questo scambio, mi sono sempre sentita libera di esprimere le mie idee, e la visione compositiva è stata ragionata congiuntamente, con l’obiettivo comune di servire la comunità di Telti. Non c’è stata alcuna
prevaricazione; al contrario, il confronto è stato estremamente produttivo, alimentato dal nostro ragionare comune dal punto di vista compositivo architettonico, ognuno con la propria sensibilità. Mentre l’architetto Azzena ha espresso da subito la sensibilità per conservare le caratteristiche identitarie della piazza gallurese — un aspetto cruciale espresso soprattutto nella parte bassa, che lega il progetto alla memoria storica del luogo — la mia impronta e la mia sensibilità si possono notare negli aspetti che traducono l’idea estetica in struttura, funzionalità e inclusione duratura. La mia presenza si manifesta nel taglio più lineare, pulito ed essenziale degli elementi strutturali e compositivi. La logica costruttiva delle gradonate che si intervallano con il verde riflette la mia ricerca di ordine e chiarezza. Questa composizione pulita e moderna non è solo un disegno, ma un sistema che garantisce l’efficienza della struttura, la gestione ottimale degli spazi e la loro fruibilità sicura. La scala centrale e le gradonate, concepite come “braccia che accolgono la comunità”, hanno richiesto una progettazione solida per essere integrate in modo discreto ed elegante. Anche l’attenzione per gli elementi come i lampioni, scelti per il loro design discreto ed elegante, rientra in una visione che unisce estetica e razionalità funzionale, assicurando che ogni componente sia efficiente e si armonizzi con il contesto senza appesantirlo. La mia sensibilità si è concentrata fortemente sull’aspetto sociale dell’inclusione. Abbiamo lavorato per assicurare che la piazza fosse concepita come uno spazio totalmente permeabile e fruibile da chiunque, indipendentemente dall’età o dalla capacità motoria. Questo si è tradotto in una pianificazione attenta di ogni dislivello e percorso, garantendo che lo spazio fosse accogliente e accessibile in ogni sua parte”.
Uno dei punti chiave del progetto è il superamento dell’immagine attuale degli spazi pubblici: quali elementi formali, materiali o soluzioni tecniche sono stati inseriti per restituire un luogo più
accogliente, contemporaneo e fruibile per tutte le fasce d’età?
“La piazza è stata concepita come un vero e proprio teatro all’aperto. La presenza di tribune nella parte rialzata non è un semplice elemento di arredo, ma una struttura dedicata a supportare la programmazione di eventi di comunità (concerti, balli, proiezioni cinematografiche). Questo trasforma lo spazio da mero luogo di passaggio a catalizzatore di attività collettive, dove l’atto di assistere e partecipare rafforza i legami sociali. La progettazione ha favorito un layout aperto e modulare. La polivalenza è la chiave per la sostenibilità sociale. Lo spazio può rapidamente passare dall’ospitare una proiezione cinematografica all’aperto, a un concerto, a estemporanee d’arte, o ai mercatini locali di prodotti a km0. Questa adattabilità garantisce che la piazza rimanga vitale e pertinente per le mutevoli esigenze della comunità, soddisfacendo i bisogni di diverse fasce d’età e interessi. Gli attuali alberi non verranno abbattuti, sono considerati una ricchezza, e il verde è incrementato con l’introduzione di una significativa area verde di piante autoctone (in particolare il mirto, ormai simbolo del paese) che agisce come un “polmone sociale”. Favorisce l’incontro e lo scambio informale tra persone di diverse età e background in un ambiente rilassante e naturale. In termini di inclusione, l’intero intervento ha seguito il principio di accessibilità universale, assicurando che ogni elemento del progetto non crei barriere fisiche o sociali, riducendo l’esclusione e l’emarginazione tipiche degli spazi mal progettati. La realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione con nuovi lampioni aventi luce a led per avere una area con maggiore efficienza energetica e la giusta illuminazione che ne consenta un utilizzo anche nelle ore notturne. L’impianto elettrico permette l’utilizzo di prese e predisposizioni per eventi canori, proiezioni cinematografiche, ecc. È uno spazio progettato per massimizzare la possibilità di incontro, interazione e condivisione di esperienze, elevando la qualità della vita urbana e trasformando Telti in un centro storico più accogliente e dinamico per residenti e visitatori, fedele alla sua aspirazione di diventare un modello di riferimento”.
In contesti urbani ridotti la piazza è spesso il cuore della comunità: quali risultati si aspetta che questo intervento possa generare nel tessuto sociale di Telti, soprattutto in termini di partecipazione, condivisione e senso di appartenenza?
“In contesti urbani ridotti, la piazza è la matrice fisica dell’identità collettiva. Non è solo un vuoto urbano, ma lo spazio che definisce i ritmi sociali. Ci aspettiamo che l’intervento sulla Piazza Rinascita genererà effetti profondi e duraturi nel tessuto sociale, agendo come un vero e proprio attivatore civico. Il design della nuova Piazza Rinascita è intrinsecamente orientato a sollecitare l’uso costante e diversificato dello spazio, superando la passività tipica delle aree poco curate. La presenza delle tribune nella parte rialzata e la configurazione dell’area come spazio per spettacoli (eventi canori, ballo, proiezioni) offre alla comunità una struttura dedicata. Questo non solo facilita l’organizzazione di manifestazioni, ma le legittima, trasformando i cittadini da semplici spettatori in co-creatori della vita della piazza. Ci aspettiamo un incremento nel numero di associazioni e gruppi locali che si sentiranno invitati a utilizzare lo spazio per i propri scopi. La polivalenza, che consente di passare da un concerto a un mercatino a km0, assicura che lo spazio attragga le persone per necessità pratiche (fare acquisti, vedere un film) e per piacere spontaneo (incontro, socializzazione), innescando un ciclo virtuoso di presenze. Il successo di un progetto in un piccolo centro si misura nella sua capacità di far interagire generazioni diverse. L’inserimento dell’area verde agisce da spazio di decompressione e incontro informale. Questo elemento facilita la condivisione spontanea tra persone di età e background differenti. I bambini che giocano, gli anziani che riposano e i giovani che si incontrano possono coesistere in modo armonico. Se lo spazio è difficile o impossibile da raggiungere per una fascia di popolazione (come gli anziani o i disabili), quella fascia è esclusa dalla vita comunitaria. La Piazza Rinascita, essendo progettata per essere totalmente accessibile, garantisce che la condivisione sia un diritto, non un privilegio. Il senso di appartenenza nasce quando un luogo non è percepito come uno spazio anonimo, ma come l’espressione fisica della propria identità collettiva. Il confronto paritario con l’architetto Azzena, che ha voluto conservare le caratteristiche identitarie della piazza gallurese nella parte bassa, assicura che i residenti riconoscano in Piazza Rinascita un’evoluzione, e non una rottura, con la storia di Telti. Questo senso di continuità è vitale per l’identificazione. La riqualificazione di un’area degradata invia un messaggio chiaro alla comunità: il centro e la sua gente meritano investimenti di qualità. La bellezza, la funzionalità e l’eleganza discreta del progetto elevano l’orgoglio civico. Quando la piazza diventa un punto di riferimento accogliente anche per i visitatori, il residente percepisce un rafforzamento della propria identità locale. In conclusione, la Piazza Rinascita è un catalizzatore sociale: ci aspettiamo che generi un aumento tangibile dell’interazione fisica e culturale, cementando il ruolo di Telti come un centro storico non solo conservato, ma profondamente dinamico e vivace”.





