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Tempio vola verso l’UNESCO con Lu Carrasciali Timpiesu 2026

Il trionfo della musica e del granito con Re Giorgio che brucia

da Redazione

Tempio Pausania . Il rito si è compiuto. Sotto un cielo trapuntato di stelle e un freddo pungente che non ha scalfito l’entusiasmo di migliaia di persone, il rogo di Re Giorgio ha illuminato la notte gallurese, segnando l’epilogo solenne del Carrasciali Timpiesu 2026. Il lamento straziante di Mannena e il silenzio reverenziale della piazza hanno reso onore al sovrano, prima che le note travolgenti della “Marcia di Re Giorgio” liberassero il popolo in una danza sfrenata durata fino all’alba.

Il verdetto della giuria: trionfano “Quelli del Karnevale”

L’edizione 2026 verrà ricordata per l’altissima qualità artistica delle opere in cartapesta. Protagonisti assoluti sono stati i carri allegorici, i costumi e l’ironia tagliente dei gruppi estemporanei. La giuria tecnica — guidata dal sindaco Gianni Addis e composta da esperti del calibro di Marco Velli, Nathalie Chiodino, Angela Antona, Eleonora Ticca e Daniele Vimini — ha decretato i vincitori:

  • Miglior Carro e Miglior Ensemble: Doppia corona per “La nuova Sinfonia” dei Quelli del Karnevale (QDK), capaci di fondere perfezione estetica e armonia di gruppo.

  • Miglior Coreografia: Premio al New Group con l’onirico “Il regno incantato dello schiaccianoci”.

  • Miglior Costume: Riconoscimento al Gruppo Folk Carnival per l’originale “Errore 404, fantasia non trovata”.

  • Miglior Allegoria: Ai 0.0 Carnival per il profondo messaggio di “Tempiu Bucchi dulci: la libertà oltre le dolci trappole”.

  • Gruppi Estemporanei: Vittoria alla Compagnia di San Giuseppe con “Tempio in 3D”.

Ai vincitori è andato un trofeo d’eccezione: il Gallo Frisgjola, un’opera unica realizzata in ceramica Raku dal maestro Giuseppe Pellegrino (Artigianato Pasella), simbolo della maestria artigiana locale.

Una festa di comunità: dai piccoli figuranti alle sfide globali

Nonostante le incertezze meteo, il successo è stato totale. Particolarmente significativa la sfilata dei bambini di lunedì scorso, un vero “vivaio” che garantisce il futuro della tradizione. L’intera macchina organizzativa — coordinata dall’impegno dell’Assessora Elizabeth Vargiu, dall’Associazione Carrasciali, la Pro Loco e direttori artistici come Antonio Asara e Cecilia Fenu — ha lavorato senza sosta per garantire uno spettacolo di caratura internazionale.

“Il Carnevale non è solo una festa, ma un motore economico e culturale vitale per la nostra città,” è il commento che trapela dai vertici dell’organizzazione.

Il futuro: Museo e UNESCO

Spente le fiamme del rogo, Tempio non si ferma. La città guarda ora a traguardi ambiziosi: l’imminente apertura del Museo del Carnevale, la candidatura UNESCO come Bene Immateriale dell’Umanità, l’ingresso nelle “Città della Musica” e il consolidamento dello status di Borgo d’eccellenza.

Lu Carrasciali 2026 finisce qui, ma la sua anima di cartapesta e granito è già proiettata verso la storia.

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