Olbia.Il mondo del golf sta cambiando pelle e si muove sempre più verso il rispetto del territorio. Ne è un esempio perfetto il Botanic Golf Sacuba & Resort, situato in Località Enas, a brevissima distanza dall’aeroporto di Olbia e incastonato in un’area di grande pregio rurale e archeologico (nei pressi della zona nuragica di Pedres).
Ciò che rende questa struttura un’eccellenza per gli amanti del turismo naturalistico è la sua stessa filosofia costruttiva. Il campo da golf, fondato nel 2014, si estende su 25 ettari ed è stato concepito letteralmente all’interno di un giardino botanico. Invece di stravolgere il paesaggio, il progetto asseconda e valorizza la natura selvaggia della Sardegna: lungo il percorso i golfisti giocano circondati da mirti, lentischi, querce da sughero e ulivi.
Un altro fiore all’occhiello dell’impianto riguarda l’impronta ecologica: per sfruttare il meno possibile le preziose riserve idriche della zona, il tappeto erboso è stato realizzato selezionando speciali miscele di graminacee a ridotto consumo d’acqua, una scelta pionieristica che dimostra come lo sport possa essere in totale armonia con i ritmi biologici della terra.
Caratteristiche del Campo
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Percorso: 9 Buche, Par 35 (composto da due par 3, sei par 4 e un par 5).
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Andamento: Terreno pianeggiante/collinare con ostacoli vegetali e fioriti e bunker a difesa dei green.
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Pratica (Botanic Golf Academy): Campo pratica lungo oltre 300 metri, un putting green di ben 650 mq e un’area pitching per rifinire i colpi.
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Filosofia: Esperienza olfattiva e visiva grazie alle fioriture della macchia mediterranea.
Il respiro del tempo: un rifugio per l’anima oltre lo sport
Vivere il Botanic Golf Sacuba significa concedersi il lusso della lentezza. Oltre il percorso delle buche, l’ospitalità si declina in un’accoglienza che profuma di casa e di natura: le camere del resort fondono l’autenticità dell’architettura rurale gallurese a un’eleganza sussurrata e mai ostentata. Qui, dopo una giornata trascorsa sul green, il tempo si ferma a bordo della piscina panoramica, dove l’occhio si perde tra le linee morbide delle colline circostanti. E quando scende la sera, la convivialità si sposta tra i tavoli del ristorante, dove i sapori schietti del territorio incontrano il piacere di un buon calice di vino, trasformando una semplice cena post-partita in un rito di puro benessere e disconnessione.
L’anima del Green nelle parole del Maestro Andrea Ferlito
Maestro, il Botanic Golf Sa Cuba si distingue per un’estetica naturale raramente riscontrabile altrove. In che modo un contesto così peculiare — tra resort, flora mediterranea e specchi d’acqua — influisce sull’approccio di chi si avvicina per la prima volta a questo sport?
“Il contesto è parte integrante, oserei dire determinante, dell’esperienza. Molto passa attraverso l’accoglienza: qui a Sa Cuba il nostro team — dalla segreteria ai greenkeeper fino alla proprietà — lavora in totale sintonia per creare un’atmosfera che va oltre la semplice pratica sportiva. In questo scenario, la natura non è solo cornice, ma protagonista. Chi arriva, anche solo per curiosità, trova un ambiente di tranquillità e relax che permette di evadere dalla frenesia quotidiana. È questa bellezza autentica che fa innamorare le persone, prima ancora del gesto tecnico: ci si innamora del luogo e, di riflesso, dello sport che lo abita.”
Spesso il golf viene descritto come un esercizio di introspezione, eppure qui a Olbia emerge con forza la sua capacità di unire le persone. Come riesce il “campo di gioco” a diventare un motore di socialità così potente?
“Il golf, se vissuto nel modo corretto, è un formidabile catalizzatore di relazioni. In soli sette mesi, partendo da zero qui in Gallura, siamo riusciti a costruire una vera comunità di giocatori. Lo abbiamo fatto con iniziative semplici ma d’impatto, come la formula “porta un amico” o le giornate promozionali che portano il golf fuori dai confini del circolo, fin nel cuore della città. Quando si condividono le nove buche di questo percorso — ognuna con un disegno diverso e stimolante — si abbattono le barriere. Non contano l’età o il background: sul green si crea un’aggregazione naturale fondata sul rispetto e sul piacere della condivisione”.
Lei ha lasciato club storici e prestigiosi per dedicarsi a una missione controcorrente: rendere il golf accessibile. Qual è il segreto per scardinare il pregiudizio che lo vorrebbe confinato a una ristretta élite?
“È una sfida che porto avanti dal 1989. La mia filosofia è sempre stata chiara: aprire i cancelli. Il segreto sta nel togliere quella patina di inaccessibilità attraverso prezzi equi, strutture aperte e una comunicazione moderna, anche grazie all’uso dei social. Ma la vera differenza la fa il metodo d’insegnamento: le mie lezioni sono semplici, chiare e profondamente personalizzate. Ogni persona è un mondo a sé e ogni lezione deve riflettere questa unicità. Dimostrare che con l’umiltà e l’accoglienza si può imparare a giocare a qualsiasi età è la risposta più efficace a chi pensa ancora che il golf sia uno sport per pochi. Qui a Sa Cuba, dimostriamo ogni giorno che il golf è, e deve essere, per tutti”.
Un’eccellenza tra sport e ospitalità
Il Botanic Golf Sa Cuba si conferma dunque un’eccellenza olbiese capace di coniugare l’aspetto tecnico — grazie a nove buche divertenti e mai ripetitive — con un’offerta ricettiva di alto livello. La presenza del Maestro Ferlito garantisce quel tocco di professionalità e umanità che trasforma una semplice pratica sportiva in un percorso di vita. In questo angolo di Gallura, il golf ha finalmente trovato la sua dimensione più vera: quella di un giardino aperto al mondo, dove l’eleganza è sinonimo di semplicità.

foto @andreaferlito