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L’orizzonte del gusto: a La Maddalena il vino naturale disegna la mappa del turismo lento

Torna "Giugno Slow" nell'arcipelago paradisiaco della Gallura. L'apertura è affidata al festival "Vite e Vite": tre giorni tra banchi d'assaggio, masterclass d'élite e la filosofia del "buono, pulito e giusto"

da Redazione
la maddalena

La Maddalena. C’è un momento preciso in cui l’enogastronomia smette di essere semplice consumo e diventa un atto di resistenza culturale. Succede quando i calici si alzano davanti a uno dei mari più cristallini del mondo, dove le storie dei vignaioli si intrecciano con il vento dell’arcipelago. La Maddalena si prepara a diventare la capitale della Sardegna più autentica con la settima edizione di “Giugno Slow”, la manifestazione promossa da Slow Food Gallura, Slow Food Sardegna e dall’Amministrazione comunale. Un palinsesto di laboratori, degustazioni ed escursioni che fino al 7 giugno accompagnerà turisti, local e cultori del buon vivere alla scoperta della biodiversità.

A inaugurare questo viaggio sinestetico sabato 23 maggio 2026, sarà la quarta edizione di “Vite e Vite. Incontri con i vignaioli”. Più che una rassegna enologica, un vero e proprio festival dedicato ai vini naturali che prenderà vita negli spazi suggestivi degli Ex Magazzini Ilva (via Filzi, 10). Un percorso ad altissimo tasso sensoriale che mette in mostra ben 150 etichette e oltre 30 cantine sarde e nazionali, pronte a raccontare la terra attraverso la sottrazione della chimica e la valorizzazione del tempo.

La Maddalena: una comunità allargata oltre i confini geografici

«Vite e Vite ha avuto una sua naturale evoluzione ed è diventato un festival, l’appuntamento annuale di un progetto di divulgazione e formazione che in realtà portiamo avanti tutto l’anno», spiega Paola Placido, ideatrice e anima organizzativa della rassegna. Il cuore del progetto risiede nella capacità di fare rete, unendo produttori, ristoratori e operatori del mondo horeca in un’unica visione d’eccellenza. «Il nostro ruolo come Slow Food Gallura è di intermediazione tra tutti i soggetti fondamentali per la sostenibilità del settore, in modo da disegnare un territorio attraverso la sua comunità. Una comunità allargata, che va oltre i confini geografici».

Un forte senso di coesione identitaria che Simona Gay, responsabile di Giugno Slow, individua come fulcro dell’intera kermesse: «In questi anni abbiamo cercato di valorizzare vignaioli, agricoltori, allevatori, pescatori e comunità locali che interpretano concretamente i valori del “buono, pulito e giusto” di Slow Food. Solo quando gli individui si sentono realmente connessi ai luoghi, alla loro storia e a chi custodisce saperi, quei territori possono essere vissuti, preservati e non abbandonati». Una missione etica pienamente sposata dalle istituzioni, come sottolinea l’assessora comunale al Commercio Stefania Terrazzoni, evidenziando il ruolo degli operatori economici locali in una proposta che unisce lo sviluppo socio-economico alla sostenibilità.

Masterclass, territori e la scienza nel calice

Il programma degli Ex Magazzini Ilva è studiato per offrire un’esperienza immersiva. I banchi di assaggio apriranno sabato 23 maggio (ore 16:00-22:00) e domenica 24 maggio (ore 16:30-20:30), mentre la mattina di lunedì 25 maggio sarà riservata esclusivamente ai professionisti del settore.

Per i veri connoisseur, il weekend si apre sabato mattina con due masterclass imperdibili (su prenotazione): si parte alle 11:00 con “L’ingrediente tempo nei rifermentati”, condotta da Giampaolo Giacobbo (Arkè), seguita alle 12:00 da un focus identitario sulle declinazioni del Cannonau in Sardegna. Nel pomeriggio, spazio ai tour guidati dagli esperti: Vasco Ciuti guiderà i partecipanti alla scoperta della mineralità in relazione al suolo, mentre la sommelier Alessandra Corda condurrà i percorsi bilingui (italiano/inglese) dedicati ai “Bianchi di memoria” e ai “Rossi in quota”, celebrando la viticoltura eroica dell’entroterra sardo. Domenica pomeriggio, l’esplorazione prosegue tra i sentieri del vino sempre in compagnia di Giacobbo.

La domenica mattina si sposta nella sala consiliare del Comune (piazza Garibaldi, 13) per un dibattito a ingresso libero sul mercato del vino naturale nella ristorazione contemporanea. Tra i relatori spiccano Sandro Sangiorgi (giornalista e fondatore di Porthos), Leonardo Camboni, esperto dei consumi nel nord Europa, e Pietro Pitzalis, direttore di Reporter Gourmet. Nel pomeriggio, la scienza si fa poesia con il laboratorio guidato dalla professoressa Marilena Budroni dell’Università di Sassari, incentrato sul ruolo invisibile ma cruciale dei lieviti nel modellare l’identità di un vino.

Sapori d’autore, note rock e la strada verso Terra Madre

Non solo vino: ad accompagnare i sorsi naturali ci saranno le creazioni itineranti di Pasta Vibes, mentre la colonna sonora del weekend sarà curata in collaborazione con l’associazione Sarditudine e il Festival Internazionale Isole che parlano. Il Federico Marras Perantoni in trio salirà sul palco per due live imperdibili: sabato sera con “Anzeni A/Live” e domenica con un viaggio d’autore intitolato “Storia di una bomba: da De André alla canzone popolare di lotta e ritorno”.

La mappa dei vignaioli presenti disegna una Sardegna straordinaria e fiera: dall’Oristanese (Pippia, Carta, Mussura) alle vigne tenaci del sassarese (Tenute Rossini, Podere 45, Agreste, La Sughera, Francesco Fiori, Deperu Holler, Antichi Vigneti Manca) e di Luras (Ilaria Addis, La Granitica, Sassu). Il Nuorese e Mamoiada rispondono con giganti del calice come Pusole, Orgosa, Bonamici, Canneddu, Muggitu Boeli e Paddeu, affiancati dal Mandrolisai di Mereu. Non mancheranno chicche come Panevino di Gianfranco Manca dal Sarcidano, le eccellenze del Parteolla (Altea Illotto, Sa Defenza), del Campidano (Vigne Pinna, Quattro Elementi) e del Sulcis (Podes, La casa di Sofia). A impreziosire la selezione, le referenze nazionali del prestigioso catalogo Triple A e cantine d’eccezione come La Torretta da Grottaferrata, Fabiani, Cinque Campi, Monte Mirabello e Oasi degli Angeli.

Il festival  a La Maddalena si chiuderà lunedì 25 maggio con una straordinaria novità dedicata agli addetti ai lavori: un pranzo didattico al Noir Restaurant & Cocktail Bar, dove Sandro Sangiorgi terrà una vera e propria lezione di accostamento emotivo tra vino e cucine lontane. Inserito nel prestigioso calendario mondiale di “The Road to Terra Madre” verso il grande evento di Torino, Giugno Slow ha attivato anche importanti convenzioni (tra cui sconti del 20% con Grimaldi Lines per chi acquista il ticket). La rivoluzione comincia a tavola, e l’arcipelago della Maddalena è pronto a tracciare la rotta.

Immagine di copertina generata con AI

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