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Olbia, Fabrizio Pinna, il campione oltre le barriere

Il grazie del campione a istituzioni e fan che hanno riacceso il suo sogno

da Redazione

OLBIA – Nel mondo della Paragility, il nome di Fabrizio Pinna non è solo sinonimo di competizione, ma di una resilienza che ha saputo commuovere e ispirare fan ben oltre i confini della sua Sardegna. Il campione, che da anni sfida con il sorriso i limiti imposti dalla patologia e le croniche carenze di fondi, si trova oggi ad affrontare l’ostacolo più insidioso: quello della burocrazia.

Negli ultimi mesi, l’iter per ottenere una nuova carrozzina — essenziale non solo per la sua quotidianità, ma soprattutto per gareggiare ad alti livelli con i suoi inseparabili amici a quattro zampe — ha subito rallentamenti che hanno messo a dura prova la sua partecipazione ai campionati imminenti. Ma Fabrizio non è solo.

Una rete di solidarietà istituzionale e sportiva

A smuovere le “acque stagnanti” dei rimpalli burocratici è scesa in campo Francesca Cavassa, mamma di Fabrizio e ormai paladina riconosciuta della Paragility. Le sue parole sono un mix di sollievo e gratitudine: «Volevo ringraziare tutti quelli che si stanno mobilitando per far arrivare la nuova carrozzina a Fabrizio. Un grazie alla Presidente Todde, al Dott. Carboni, alla Dottoressa Naseddu, all’Onorevole Dario Giagoni, al Presidente del Consiglio Comandini e all’Onorevole Ettore Licheri. Grazie a loro, Fabrizio potrà continuare a sognare sui campi di gara».

La mobilitazione ha toccato anche i vertici del mondo cinofilo internazionale. Anche Massimo Perla, il dog trainer più celebre del cinema e della televisione, fondatore dell’Indiana Kayowa, si è unito alla causa, colpito dalla carica di simpatia e dalla grinta inesauribile dell’atleta sardo.

Solo tre domande a Fabrizio Pinna

Fabrizio, la tua grinta è nota a tutti, ma questa burocrazia sembrava un muro invalicabile. Come hai vissuto questi mesi di attesa?

“Non è stato facile. In campo sono abituato a superare ostacoli, ma quelli di carta sono i più pesanti perché non dipendono dai tuoi muscoli o dall’intesa con il cane. Vedere però così tante persone, dalle istituzioni a grandi professionisti come Massimo Perla, muoversi per me, mi ha dato una carica incredibile. Mi sono sentito meno solo”.

Perché questa nuova carrozzina è così fondamentale per il tuo futuro sportivo?

“La Paragility richiede precisione e velocità. La mia attuale carrozzina ha fatto il suo tempo; quella nuova non è un lusso, ma un’estensione del mio corpo. Mi permetterà di muovermi con più fluidità tra i percorsi, garantendo la sicurezza mia e dei miei cani. È la mia chiave per tornare a essere competitivo al 100%”.

Cosa ti senti di dire a chi, oggi, sta lottando contro le tue stesse difficoltà burocratiche?

“Di non mollare e di far sentire la propria voce. Lo sport è un diritto e la disabilità non deve essere un freno a causa di un timbro mancante. Ringrazio chi ha capito che dietro una pratica c’è una vita che vuole correre. Ora aspetto solo di ricevere le ultime autorizzazioni per tornare a fare ciò che amo: gareggiare”.

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