Roma. C’è una parola che torna sempre quando si parla di Antonio Burrai: connessione. Non quella del Wi-Fi, ma quella delle idee che trovano le persone giuste, degli spazi che diventano comunità, dei territori che smettono di sentirsi periferici e iniziano a sentirsi pionieri. Burrai, ingegnere sardo classe ’78, Fab Academist e Innovation Manager, è l’uomo che ha trasformato Olbia in un punto di riferimento nazionale per la cultura maker. E il 23 febbraio 2026, ha fatto qualcosa che in pochi si aspettavano: ha aperto una nuova sede del suo Fab Lab al Pigneto, uno dei quartieri più elettrici e creativi di Roma. Non come chi arriva nella capitale per legittimarsi, ma come chi porta qualcosa di nuovo in un posto già pronto ad accoglierlo.

Il Pigneto non è una scelta casuale. Zona di murales, locali indipendenti, atelier nascosti tra i palazzi e una comunità di creativi che da anni resiste alla gentrificazione mantenendo un’anima autentica: è qui che nasce la nuova casa di Fab Lab & Co, il brand evoluto che raccoglie anni di lavoro sul campo e li proietta su scala nazionale. Stampanti 3D, laser cutter, spazi di coworking, laboratori di educazione STEAM per le scuole. Un posto dove puoi entrare con un’idea e uscire con un prototipo.”Da Olbia siamo arrivati in tutta Italia — racconta Burrai — costruendo progetti, reti e collaborazioni sempre più ampie. & Co racconta apertura, inclusività e connessione, senza dimenticare da dove veniamo.” La e commerciale in quel nome non è un dettaglio grafico: è una dichiarazione d’intenti. Nessuno fa nulla da solo. Il futuro si costruisce insieme.

Ma come si passa da un’isola a una capitale? Non con un salto, ma con una traiettoria. Burrai ha costruito la sua reputazione mattone dopo mattone, laboratorio dopo laboratorio, evento dopo evento. La Maker Faire Sardinia — che a fine maggio 2026 tornerà a Olbia per tre giorni di innovazione e creatività tra le mura del Museo Archeologico — non è solo una fiera tecnologica. È la prova che un territorio può diventare attrattivo per le menti più curiose d’Italia, se qualcuno ha il coraggio di investirci con visione e costanza.

E quella visione oggi parla anche romano. Il progetto formativo con le scuole della Capitale è tra le priorità della nuova sede: portare il making nelle aule, insegnare ai ragazzi che la tecnologia non è qualcosa che si subisce ma qualcosa che si fa. Che tra un tutorial su YouTube e un oggetto stampato in 3D c’è una distanza che si chiama competenza, e quella competenza si può imparare.
Per chi è cresciuto con l’idea che le cose interessanti succedano solo altrove, la storia di Burrai è una piccola rivoluzione culturale. Dimostra che la periferia geografica può diventare centro ideale, che la provincia non è un limite ma una prospettiva, e che l’innovazione non nasce nei grandi hub per vocazione divina — nasce dove qualcuno decide di iniziare. Olbia e Roma, unite da un filo fatto di circuiti, idee e comunità. E Antonio Burrai, nel mezzo, che continua a fabbricare ponti. La Maker Faire Sardinia si terrà dal 29 al 31 maggio 2026 a Olbia, Museo Archeologico. Il Fab Lab & Co al Pigneto è già aperto e operativo.