Olbia. Quando lo stile di un fuoriclasse incontra la generosità di un territorio, il risultato non può che essere un successo straordinario. Negli esclusivi spazi dell’Aviazione Generale dell’aeroporto gallurese, il Lions Club di Olbia ha scritto una nuova pagina della sua storia, aprendo per la prima volta le porte alla società civile per una causa comune. Ospite d’eccezione un’icona dello sport mondiale: Alberto Tomba.
L’ex sciatore bolognese, che spesso sceglie proprio la Gallura come suo rifugio, ha svestito i panni dell’atleta per indossare quelli del cittadino impegnato. Tomba, che negli ultimi anni ha trasformato la sua passione per la viticoltura in una vera e propria professione diventando sommelier, ha risposto con entusiasmo immediato all’appello del Club. La sua presenza non è stata solo quella di un brand ambassador dello sport, ma quella di un uomo attento alla cultura e al sostegno delle realtà fragili, perfettamente integrato nella nuova veste di esperto del settore vinicolo e promotore di eccellenze.
L’evento, guidato dal presidente del sodalizio Francesco Cossu, ha visto la partecipazione di oltre cento protagonisti del mondo dell’impresa e delle professioni. La serata ha generato una donazione complessiva di 15mila euro, un fondo interamente destinato a sostenere le emergenze sociali della città e dell’isola.
A rendere speciale l’appuntamento è stata la formula “costo zero”: ogni portata e ogni calice servito durante il buffet d’alto profilo sono stati donati dalle aziende locali. Questo ha permesso di destinare l’intero ricavato a realtà fondamentali come la Mensa Vincenziana, la Fondazione Arché e le attività di supporto per l’oncologia pediatrica della Casa Lions di Cagliari.
Non solo assistenza, ma anche educazione. Il ricavato della serata sosterrà infatti borse di studio e progetti culturali legati alla figura di Grazia Deledda, confermando che la crescita di Olbia passa anche attraverso la formazione delle nuove generazioni.
La presenza di Alberto Tomba e la risposta corale delle istituzioni e dei privati dimostrano che, in un momento di forte espansione urbana, la “comunità del cuore” sa fare squadra per non lasciare indietro nessuno.